Conoscere se stessi: 2 vie pratiche per conoscerti

Parliamo di conoscere se stessi? Quanto pensi di conoscerti? Dai spara una percentuale…30…60 90%?

Tra poco ti dimostrerò che “la percentuale” è solitamente molto bassa e come questa percentuale sia fondamentale per la tua crescita personale.

Ma prima lasca che mi presenti, mi chiamo Gennaro Romagnoli e sono il direttore del sito Psicologianeurolinguistica.net.

Se segui il lavoro di Marco sicuramente sai chi sono 😉 ma non ti preoccupare se non lo sai, non è tanto importante quanto sapere chi sei davvero tu 🙂.

La conoscenza di se stessi è un processo che dura per tutta la vita”, ma nonostante sia un processo naturale, non tutti hanno le occasioni per farlo. Basta guardarsi attorno per capire che è così.

Conosci per caso qualcuno “notoriamente noioso” ma che non sa di esserlo? Oppure qualcuno che pensa di essere divertente, figo…o addirittura brutto?

Conoscersi è un processo ricorsivo, cioè che va svolto seguendo l’andamento della nostra vita, che è in continuo divenire. Ora ti mostrerò 3 vie per conoscerti, tre esercizi che ti aiuteranno ad aumentare la conoscenza di te stesso donandoti Imperturbabilità, qualità descritta bene da Marco nei suoi manuali, e molto altro ancora.

Questo è solo uno dei vantaggi, perché conoscersi è davvero il primo e allo stesso tempo “l’ultimo passo” verso la crescita e lo sviluppo personale.

2 esercizi pratici per conoscere te stesso

conoscere-se-stessi 1. Estrarre i valori (la mente cognitiva)

Cosa è davvero importante per te nel fare ciò che fai? Pensa alle diverse aree della tua vita (relazioni, salute e lavoro) e scrivi che cosa è importante per te in ogni area.

Ok, adesso dimmi quanto è facile rispondere a queste domande? Forse la percentuale che avevi stimato si è abbassata? L’esercizio dimostra quanto poco ci conosciamo, forse adesso la tua percentuale è diminuita? 😉

Così potresti esserti ritrovato ad aver risposto qualcosa come: “ciò che è importante nel mio lavoro è portare a casa lo stipendio”.

Oltre a non sembrare una motivazione accattivante questa frase non evidenzia alcun valore, ma solo la ricerca di un mezzo (il denaro) per ottenere qualcosa d’altro. Ed è proprio questo “altro” che devi andare a ricercare.

Nell’esempio “guadagnare denaro” potrebbe esserci la ricerca della “libertà”, della protezione, della generosità, ecc ecc.

Fai una lista dei tuoi valori creando delle gerarchie, cerca di essere il più onesto possibile, cosa te ne importa, se vorrai potrai poi bruciare quel foglio 🙂 Ma adesso scrivi i tuoi valori, scrivi cosa è davvero importante per te. Prenditi tutto il tempo possibile per farlo bene.

2. Conosci la mente somatica

Da oltre 2000 anni i buddisti praticano alcune forme di meditazione utile proprio al nostro scopo, conoscersi.

Una falsa credenza mistica e religiosa? Assolutamente no! Sono decine gli studi scientifici che provano l’efficacia della meditazione per conoscere se stessi.

Ok d’accordo l’efficacia dello strumento è indiscutibile, ma quanto tempo ci vuole per conoscersi davvero? Non dovrò mica meditare tutta la vita”.

Se intendi crescere, perché no 🙂 ma tranquillo gli studi, che puoi trovare nel video sul mio blog, dimostrano che dopo soli due mesi di pratica (otto settimane) avvengono cambiamenti reali nelle frequenze del cervello.

Per ottenerlo devi allenarti a fare questo:

  • Siediti comodamente, ma non troppo, facendo in modo di avere la schiena diritta senza appoggi (io mi appoggio e funziona lo stesso ;-))
  • Porta la tua attenzione sui piedi e su tutte le sensazioni che riesci a sentire. Attenzione, devi semplicemente notare il calore, la sensazione delle scarpe ecc, solo cose che ci sono davvero evitando il giudizio. Limitati ad esplorare.
  • Quando pensi di aver completato l’esplorazione nei piedi passa alle caviglie e fai la stessa cosa, poi passa ai polpacci, alle cosce, gli organi sessuali, lo stomaco, le mani e le braccia, le spalle, il collo, la tesa, gli occhi, ecc, tutto ciò che riesci ad esplorare sino in cima.

Facile no? Mica troppo 😉 e infatti che succede dopo poco? La mente inizia a pensare agli affari suoi: “devo portare la macchina a lavare” o “devo fare la spesa”, ecc. È naturale che accada, il tuo atteggiamento deve essere quello di un osservatore, quando il pensiero è terminato torna sulle tue sensazioni.

Il tuo scopo è sentire le sensazioni e il tuo corpo, lasciando andare i pensieri. Se noti di riuscire a farlo con facilità, allora ripetilo, mantenendo gli occhi chiusi, torna sui piedi e ripeti la sequenza.

Per farla molto semplice, se colleghiamo il cervello ad una macchina che ne possa leggere le frequenze, noteremo che le onde disegnano un quadro, a volte più sincronizzato (dove le onde tendono ad essere simili) a volte meno. Gli stati di benessere psico-fisiologico sono caratterizzati da una sincronizzazione, la stessa che si ottiene con l’esercizio che hai appena svolto.

Ma c’è di più: questo esercizio funziona come sorta di bio-feedback dal tuo cervello al tuo corpo, disegnando i tuoi confini personali e rendendoti consapevole di te stesso.

Metti in pratica questi due esercizi per almeno un paio di mesi, e noterai dei cambiamenti straordinari.

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo, se hai domande in merito scrivile qui sotto fra i commenti.

Gennaro Romagnoli

Psicologianeurolinguistica.net