Come essere veri uomini al giorno d’oggi: la crisi della mascolinità occidentale e l’opportunità che hai

Cosa vuol dire mascolinità? C’è una definizione universale o varia seconda della cultura? Cosa vuol dire essere oggi un Vero Uomo?

Queste domande, che sembrano solo teoriche, sono in realtà la base da cui partirò in questo articolo per arrivare infine a un punto fondamentale del Vero Uomo e dell’Energia Maschile, quindi ti consiglio di leggerlo tutto con attenzione.

I veri uomini nella storia e nelle varie culture

Il concetto di mascolinità è soggetta alle diverse culture: l’uomo “mascolino” concepito nella cultura occidentale per esempio, non è uguale a quello concepito in oriente.

Mi spiego meglio: ci sono alcune caratteristiche universali ma che si esprimono a seconda della cultura.

Di recente ho fatto un articolo in cui spiegavo cosa volesse dire essere veri uomini, e ho spiegato che noi in testa ci siamo fatti un falso ideale per cui l’unico modo per essere mascolini è scimmiottare ciò che noi crediamo sia un uomo mascolino. Come l’uomo che possiede la macchina grossa, che si finge appassionato di motori, di calcio di armi o di tipi particolari di musica solo perchè lo fa senitre più “maschio” degli altri.

L’uomo mascolino può benissimo essere appassionato di motori ma non per questo è più virile.

Quello che definisce la virilità è come ci si approccia alla vita, al mondo e anche a se stessi.

Ma prima di dirti cosa vuol dire essere veri uomini è necessario fare un passo indietro e intraprendere un piccolo viaggio storico e culturale sulla definizione di mascolinità nelle varie culture.Voglio quindi farti fare un excursus per farti capire come mai oggigiorno il concetto di virilità è mistificato e al tempo stesso smerciato come se fosse un prodotto da vendere o un ideale per farti comprare prodotti dalle pubblicità.

In tutto il mondo, nelle varie culture, e nelle varie epoche storiche ci sono stati diversi concetti di uomo. Per essere uomini infatti bisognava superare una determinata prova, in questo modo,  gli veniva conferito  un privilegio o un riconoscimento dalla tribù o dalla società

Ad esempio in Giappone, i ragazzi vengono forzati a tante ore di studio per poter raggiungere una posizione di privilegio accademico, nelle tribù dell’Africa orientale i ragazzi sono sottoposti in pubblico a percussioni fisiche e a diverse torture per comprovare la loro mascolinità, in Spagna si allontanano da casa i ragazzi affinché possano in futuro provvedere alla loro futura famiglia, nella cultura Trukese si presume che i ragazzi diventino violenti e ubriachi nei loro vent’anni.

Molte società nomadi valutano il grado di mascolinità con la caccia, e non fino a tanto tempo fa nella cultura occidentale il solo sinonimo di mascolinità era a capacità di accumulare e fornire ricchezze e risorse.

Ma non sempre la mascolinità è associata a prove dure, nella cultura di Tahiti per esempio gli uomini sono abbastanza pigri, non procacciano per la società in quanto l’isola è sempre stata abbondante di risorse, ma misurano la loro mascolinità attraverso forme di organizzazione e aggregazione sociale.

Qui ti do il link per un video interessante sulle prove più bizzarre che molti uomini nelle varie tribù devono affrontare per mostrare la loro mascolinità. Alcune sono davvero inquietanti.

Cosa hanno in comune questi “modi di diventare uomo”?

La capacità di emanciparsi e di superare una difficoltà imposta, un limite.

Qui sono addirittura eccessive e poco condivisibili ma sono pur sempre delle prove di virilità nelle rispettive culture.

Nella maggior parte dei casi però, questo fenomeno di emancipazione si manifesta in base alle esigenze di sopravvivenza del popolo nel suo ambiente.

In un ambiente ostile per esempio, sarà necessario mantenere un popolo capace di difendersi e di procacciare risorse essenziali per il popolo stesso.

C’è infatti l’idea di base che la cultura e l’identità di un popolo siano definite dal loro processo economico e dalla loro sopravvivenza, e questi due fattori inevitabilmente plasmano la cultura stessa di questi popoli.

Ovviamente oggigiorno, grazie all’evoluzione della nostra società non abbiamo più bisogno di queste prove di forza, dovute a ragioni di sopravvivenza: non usciamo da casa di certo con la clava.  

Oggi queste prove hanno preso una forma più sottile e sofisticata: raggiungere un buono status sociale è il risultato (o dovrebbe essere) il risultato del superamento di una prova, ci si è impegnati molto per un obiettivo e lo si è raggiunto.

Anche allontanarsi da casa e andare a vivere da soli, è una sorta di prova che viene ricompensata con il riconoscimento di una maggior indipendenza. Non è infatti un caso che tutte queste caratteristiche sono molto attraenti per una ragazza.

L’antropologo David Gilmore sostiene infatti che in ognuna di queste prove c’è sempre lo stesso concetto di base: la volontà e l’impegno per raggiungere un risultato. Tutte queste prove hanno questo fattore in comune, ma lo esprimono in maniera diversa a seconda della cultura e delle esigenze della società.

Per questo motivo Marco, nel suo training sull’Energia Maschile, parla dell’assoluta importante del Viaggio Verso l’Obiettivo, vedi che tutto torna? 😉

La crisi della mascolinità occidentale

Ed eccoci qui al fulcro dell’articolo.

Qual’è la concezione di mascolinità nella recente storia della cultura occidentale?

È indubbio che negli ultimi anni si è assistito alla crisi della cultura della mascolinità. 

L’industria ha posto fine alla la concezione per cui gli uomini più capaci di sopportare la fatica erano anche quelli più potenzialmente capaci di procacciare risorse, nel mondo industrializzato quindi le donne hanno visto una maggior possibilità di inserimento nei lavori, che venivano prima svolti dall’uomo e adesso invece vengono svolti dalle macchine.

I movimenti femministi successivamente hanno emancipato le donne, non esistono più dei lavori esercitabili dai soli uomini, lavori come soldati, imprenditori, professori, avvocati e medici. Il ruolo di chi deve procacciare le risorse e portare a casa il denaro non appartiene più solamente all’uomo.

Tutti questi fattori hanno portato a una sempre minor definizione del ruolo dell’uomo della società.

Fino a 60 anni fa infatti, era abbastanza chiaro che l’uomo dovesse ricoprire il ruolo di colui che porta ricchezza alla famiglia attraverso un buon lavoro. C’erano dei confini netti.

mascolinità

L’uomo doveva badare bene alla carriera, anche se ciò comportava ad esempio l’essere soggetto ai capricci del capo, che magari gli faceva fare ore di straordinarie non pagate. Un uomo che non aveva un’occupazione stabile e possibilmente di grande responsabilità non era in grado di soddisfare ciò che ci si aspettava a quell’epoca dagli uomini, per questo veniva considerato meno virile e anche meno appetibile per le donne.

Ovviamente le eccezioni esistevano già all’epoca, ma io parlo di una visione generale che aveva la società a quei tempi.

Oggigiorno non è più così: il concetto di virilità si è fatto sempre più confuso e non è più dettato da caratteristiche certe e oggettive a livello sociale tali da poter riconoscere chiaramente un “vero uomo” dagli altri.

Per questo sono nati dei falsi miti sugli uomini: quando vengono a mancare dei punti di riferimento saldi e oggettivi iniziano a nascere delle interpretazioni e delle mistificazioni.

Ecco perché negli ultimi 30 anni si è sempre più affermata l’idea dell’uomo “macho”: un uomo presumibilmente muscoloso dalla scarsa sensibilità con una sicurezza ostentata ai limiti dell’arroganza. Un uomo che si vergogna di mostrare ogni tipo di sentimento, dubbio, indecisione o insicurezza perchè ritenute delle debolezze da combattere.

Insomma un tipo di uomo un po’ esasperato nell’espressione di alcune caratteristiche e non equilibrato nella sua complessità e profondità.

E se pensi che questo falso mito non sia ancora in voga oggi ti consiglio di prendere qualche rivista “tipicamente maschile” per accorgerti che esiste ancora.

Essere uomini oggigiorno

Cosa vuol dire oggigiorno essere mascolini? Come si fa a essere veri uomini in una società che è così confusa sull’idea di ciò che l’uomo deve essere?

Come abbiamo visto precedentemente è sempre stato nella natura dell’uomo affrontare sfide e incaricarsi di responsabilità per garantire la sopravvivenza della sua tribù/società.

Oggigiorno viene a mancare l’aspetto del “fare qualcosa per garantire la sopravvivenza della società”, ma la virilità e la sua manifestazione non è finita, si è solo trasformata.

La mascolinità è passata dalla sfera collettiva alla sfera più personale. Oggi si è molto più liberi di scegliere e di determinare il proprio avvenire. Proprio per questo essere veri uomini oggigiorno vuol dire porsi delle sfide e, tramite l’impegno e il sacrificio, cercare di superarle. La ricerca dell’indipendenza e dell’autosufficienza sono quanto di più virile possa esserci.

Fa parte della natura cercare di essere autosufficienti per poi un giorno creare una famiglia e potergli garantire le risorse necessarie per sostenerla.

L’unica cosa che è cambiata è che le sfide non sono più determinate dai bisogni delle società ma adesso sei tu a sceglierle. Per superare tali sfide ci vuole sempre impegno e sacrificio come prima.

Ed è questo a renderti un vero uomo.

Perciò scegli indipendentemente quali sono i tuoi obiettivi da raggiungere e impegnati per raggiungerli.

Ricorda però che gli obiettivi devono essere tuoi e non quelli di qualcun altro. L’autonomia deve essere anche a livello decisionale perciò impara a pensare con la tua testa e a decidere per conto tuo.

Tutto questo ti sarà necessario per sviluppare quelle caratteristiche maschili di cui noi uomini abbiamo sempre avuto la necessità di sentire e da cui deriva un profondo senso di gratificazione e auto-realizzazione.

Se vuoi approfondire tutti questi concetti nella pratica e aumentare la tua Energia Maschile, ti consiglio questo training di Marco.

Un saluto

Niko