Gigi Rizzi, il ritratto di una leggenda

Non so in quanti di voi ne abbiano mai sentito parlare, visto in TV o letto sui giornali, ma Gigi Rizzi è stato tra i più grandi play boy italiani ed internazionali di tutti i tempi, e l’abbiamo perso proprio qualche giorno fa.

Nonostante la tristezza per aver perso un amico in maniera del tutto inaspettata, l’avevo sentito circa un mese fa, mi metto seduto e vi scrivo qualcosa su questa leggenda che mi ha insegnato tanto.

Nasce a Piacenza il 23 Giugno del 1944 in una famiglia di imprenditori di laterizi, si trasferisce in gioventù a Nervi in provincia di Genova, e da li all’età di circa 14 anni comincia quella carriera che lo porterà ad essere ricordato tra i più grandi play boy mondiali di tutti i tempi, soprattutto perché conquistò colei che era considerata la donna più del mondo, la divina Brigitte Bardot.

Durante l’esperienza del militare Gigi comincia a capire di avere un dono naturale, quello di saperci fare con le donne, ha una classe infinita, uno charme pazzesco e una vitalità senza paragoni; durante le libere uscite con i commilitoni ci pensa lui a conquistare ragazze per se e per i suoi amici, una cosa incredibile.

Gli piace il bel mondo, ha un’attrazione naturale per il bello e per il buon gusto, conosce le lingue, è indiscutibilmente un bel ragazzo ed è simpaticamente folle, tutte qualità che fanno da calamita con le donne.

Genova gli sta stretta però, e allora comincia a frequentare Milano durante l’inverno e Saint Tropez e la costa azzurra in Estate, tutte mete dei vip di quel tempo.

I suoi compagni d’avventura erano Beppe Piroddi, Rodolfo Parisi detto il principe e Gianfranco Piacentini, che insieme a lui divennero famosi in costa azzurra come “Les Italiens”, tutti ragazzi in gamba, tutti ragazzi brillanti, e tutti tremavano quando arrivavano loro, perché non ne lasciavano agli altri nemmeno una.

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Il mito vero e proprio però nasce in una sera di Estate del 1968, sempre a Saint Tropez, in un locale ballerino, quando gli occhi della divina Brigitte Bardot incontrano gli occhi del nostro Gigi, ed è amore per tre mesi, tre mesi in cui i giornali, le televisioni e le radio non parlano di altro: un italiano ha conquistato la donna più bella del mondo, che tra le altre cose è una francese, meglio di così non si può!

Gigi Rizzi diventa una star di fama internazionale, apre a Milano la prima discoteca italiana, il celeberrimo “Number One”, a cui seguirà quello di Roma, e la sua vita è una favola: donne a non finire tra le più belle, soldi, fama e notorietà.

Tutte le favole però hanno un periodo buio, ed arriva anche per Gigi: la cocaina.

Il Number one di Roma viene chiuso nel 1972 per droga, Gigi ha dei guai giudiziari e gli viene revocato il passaporto, in più è entrato in un circolo vizioso terribile come quello della droga.

Da persona intelligente quale è capisce che se avesse continuato ad andare avanti così avrebbe fatto una brutta fine. Vende le quote di tutti i locali che possiede e vola in Argentina per disintossicarsi, apre un’azienda agricola, cambia vita, sposa la prima delle sue quattro mogli e vive tranquillissimo per circa dieci anni.

Il suo ritorno in Italia coincide con il suo quarto matrimonio, con la bellissima Dolores Mayol, la sua ultima moglie.

Si sistema a Sori in provincia di Genova, ed in Estate torna sempre a Saint Tropez, luogo magico per lui che gli regala ancora molti amici e tantissimi ricordi.

Ed è proprio a Saint Tropez, per uno scherzo del destino, che il suo mito si spegne proprio il giorno del suo sessantanovesimo compleanno, il 23 Giugno: ha un malore mentre si trova a casa di amici e sono inutili tutti i soccorsi, muore tra le braccia di sua moglie Dolores e lascia spiazzati e tristi tutti i suoi amici, me compreso, perché sembrava che uno come lui non potesse morire.

Cosa dirti Gigi, innanzitutto grazie per tutto quello che mi hai insegnato, grazie per i momenti indimenticabili passati insieme che porterò sempre con me, ti ricorderò sempre con un sorriso pieno di malinconia, onorato di averti conosciuto e di esserti stato amico.

Ciao.

Il Conte