Ieri era la giornata contro la violenza sulle donne… ma oggi cosa è cambiato? Facciamo qualche cosa di pratico!

Ieri, 9 settembre, era la giornata prescelta per la sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne.

In una nota del Consiglio dei Ministri si suggeriva di indossare un capo bianco, il colore della purezza, come simbolo di appoggio alla causa.

violenza-donnaMa oggi, nella pratica, cosa è cambiato?

Perché è facile e bello dire “Si dai, indossiamo un capo bianco, sono contrario/a alla violenza contro le donne”… ma poi, il giorno dopo, cosa è cambiato?

Questo gesto, se pure bello, non ha modificato nulla.

Attenzione, non sto dicendo che sono contrario al gesto in sé. Segnalare il proprio sostegno alla causa mi sta benissimo, ma poi bisognerebbe fare qualche cosa di concreto secondo le possibilità di ognuno, per risolvere il problema.

Perché oggi, 10 settembre, è molto probabile che le donne che subiscono violenza dai coniugi, continuino a prendersele, le donne che subiscono violenza da amici / colleghi, continuino a subirla, e il rischio che una donna subisca violenza sessuale da parte di uno sconosciuto è rimasto invariati rispetto a ieri.

E no… non pensare che sia un problema che non ti non riguarda:  statistiche dicono che una una su 3 ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nella sua vita.

Ti semba tanto vero? Una donna su tre? Vuol dire che se conosci 3 donne, almeno una ha subito o subirà una violenza.

Forse, oltre ai numeri, ti sembra tanto perché pensi che per “violenza” si intendano solo forti pestaggi o violenza sessuale, ma in realtà non è così.

Una donna che si prende una sberla, anche quella è violenza, una donna che viene spinta con forza al muro, anche quella è violenza.

Ad alcuni può sembrare esagerato perché ragionano, come è normale, da uomini. E non si rendono conto che se un uomo (uomo, non bambino) si becca una sberla la cosa non lo segna in maniera fisica, e non lo segna nemmeno psicologicamente.

Immaginate invece la forza di un uomo che dà una sberla a una donna, le fa male, molto male, e la segna anche psicologicamente.

Perché magari il segno sul viso scompare in poco tempo, ma il segno nella mente è molto più difficile da curare e può facilmente rimanere lì per anni.

Quindi, la violenza sulle donna è qualche cosa di molto più vicino a te di quello che pensi.

No, non è detto che se una tua amica subisce violenza tu lo veda sul suo corpo, e non è nemeno detto che tu te ne accorga facilmente parlando con lei, perché nella maggioranza dei casi queste donne non lo dicono a nessuno.

Cosa puoi fare quindi?

Nel momento in cui hai il minimo sospetto che una tua amica subisca violenza, parla con lei, e non ti fidare molto di ciò che dice, guarda come lo dice.

Una violenza è una fatto che segna profondamente, non è così facile da nascondere quando viene posta la domanda diretta, soprattutto agli occhi di un amico che ti conosce, un amico che stando su questo blog ha imparato a capire meglio le donne.

D’altra parte ci sono anche gli abusi da parte di sconosciuti.

Se ha qualche amica un po’ imprudente, qualche amica che attraversa zone pericolose la sera, offriti di andare insieme a lei, non ti consiglio di avere sulla coscienza la violenza su un’amica solo perché non hai speso 20 minuti per accompagarla a casa.

Facciamo tutti qualche cosa di pratico, secondo le nostre possibilità, così che domani cambi veramente qualche cosa.

Marco