Ieri, 9 settembre, era la giornata prescelta per la sensibilizzazione al problema della violenza sulle donne.
In una nota del Consiglio dei Ministri si suggeriva di indossare un capo bianco, il colore della purezza, come simbolo di appoggio alla causa.
Ma oggi, nella pratica, cosa è cambiato?
Perché è facile e bello dire “Si dai, indossiamo un capo bianco, sono contrario/a alla violenza contro le donne”… ma poi, il giorno dopo, cosa è cambiato?
Questo gesto, se pure bello, non ha modificato nulla.
Attenzione, non sto dicendo che sono contrario al gesto in sé. Segnalare il proprio sostegno alla causa mi sta benissimo, ma poi bisognerebbe fare qualche cosa di concreto secondo le possibilità di ognuno, per risolvere il problema.
Perché oggi, 10 settembre, è molto probabile che le donne che subiscono violenza dai coniugi, continuino a prendersele, le donne che subiscono violenza da amici / colleghi, continuino a subirla, e il rischio che una donna subisca violenza sessuale da parte di uno sconosciuto è rimasto invariati rispetto a ieri.
E no… non pensare che sia un problema che non ti non riguarda: statistiche dicono che una una su 3 ha subito almeno una violenza fisica o sessuale nella sua vita.
Ti semba tanto vero? Una donna su tre? Vuol dire che se conosci 3 donne, almeno una ha subito o subirà una violenza.
Forse, oltre ai numeri, ti sembra tanto perché pensi che per “violenza” si intendano solo forti pestaggi o violenza sessuale, ma in realtà non è così.
Una donna che si prende una sberla, anche quella è violenza, una donna che viene spinta con forza al muro, anche quella è violenza.
Ad alcuni può sembrare esagerato perché ragionano, come è normale, da uomini. E non si rendono conto che se un uomo (uomo, non bambino) si becca una sberla la cosa non lo segna in maniera fisica, e non lo segna nemmeno psicologicamente.
Immaginate invece la forza di un uomo che dà una sberla a una donna, le fa male, molto male, e la segna anche psicologicamente.
Perché magari il segno sul viso scompare in poco tempo, ma il segno nella mente è molto più difficile da curare e può facilmente rimanere lì per anni.
Quindi, la violenza sulle donna è qualche cosa di molto più vicino a te di quello che pensi.
No, non è detto che se una tua amica subisce violenza tu lo veda sul suo corpo, e non è nemeno detto che tu te ne accorga facilmente parlando con lei, perché nella maggioranza dei casi queste donne non lo dicono a nessuno.
Cosa puoi fare quindi?
Nel momento in cui hai il minimo sospetto che una tua amica subisca violenza, parla con lei, e non ti fidare molto di ciò che dice, guarda come lo dice.
Una violenza è una fatto che segna profondamente, non è così facile da nascondere quando viene posta la domanda diretta, soprattutto agli occhi di un amico che ti conosce, un amico che stando su questo blog ha imparato a capire meglio le donne.
D’altra parte ci sono anche gli abusi da parte di sconosciuti.
Se ha qualche amica un po’ imprudente, qualche amica che attraversa zone pericolose la sera, offriti di andare insieme a lei, non ti consiglio di avere sulla coscienza la violenza su un’amica solo perché non hai speso 20 minuti per accompagarla a casa.
Facciamo tutti qualche cosa di pratico, secondo le nostre possibilità, così che domani cambi veramente qualche cosa.






























10 settembre 2009 alle 13:23
skittishGrazie
10 settembre 2009 alle 14:47
stewesgrande, grande e grande reborn
10 settembre 2009 alle 15:45
JimGiustissimo quello che dici. L’ultima frase è quella che dico sempre alle mie amiche “ti accompagno, perchè non voglio avere uno stupro sulla coscienza”
Però come risolvere il problema a monte? Come far capire a certi mentecatti che non ha senso alzare le mani con una donna? Già non posso sopportare chi fa costantemente a botte, ancora peggio chi usa la violenza con le donne.
Forse dovremmo dargli il link a questo blog, così magari impararebbero a usare la loro frustrazione in altro modo.
10 settembre 2009 alle 15:55
RebornNon credo sia cosa semplice, il problema è che chi fa violenza è una persona non stabile mentalmente, ma magari all’apparenza lo sembra.
Sono reati che si compiono dentro le mura domestiche, per la maggior parte, e non vengono quasi mai denunciati.
10 settembre 2009 alle 18:50
JimCome scrivi nell’articolo c’è differenza tra uno stupro che avviene per le strade e una violenza dentro casa.
Nel primo caso -fermo restando la malattia mentale- credo che sia una diretta conseguenza dell’illegalità che impera in tutte le nostre città. Nel secondo caso penso che seubentrino fattori di cultura ed educazione. Anche solo l’idea di donna come oggetto di divertimento che si percepisce su tutti i media penso che influisca molto.
In tutti i casi, come al solito, complimenti, perchè questo si dimostra per l’ennesima volta un posto per persone intelligenti e non un recinto per animali-robot come se ne vedono in giro.
10 settembre 2009 alle 16:19
FabioRispetto pienamente i discorsi di questo articolo anzi lo ritengo un problema da non sottovalutare e non lo voglio minimizzare con questo intervento ma per par condicio ritengo sia utile dare anche queste informazioni che pochi sanno:
Fin dall’antichità se è convenuto associare il termine sesso debole alle donne, bene, secondo i più aggiornati dati statistici, la situazione sta soffrendo dei cambiamenti radicali. I casi di mariti, o conviventi, vittime della furia delle loro compagne sono più diffusi di quanto si creda, nonché ancora oggi una complessa realtà tabù.
Quasi caduti nel dimenticatoio dei mass media la violenza delle donne su mariti, conviventi o amanti è un fenomeno che dilaga in maniera gallonante negli ultimi anni in tutto il mondo, dall’Europa all’Africa, dall’Asia alle Americhe. Sia gli organismi privati che l’autorità ufficiali iniziano a correre ai ripari, come nel caso della Gran Bretagna dove funzionano presentemente tre ostelli per uomini maltrattati, che nel Regno Unito sono almeno 150 mila l’anno. Nel solo 2003 gli uomini freddati dalle donne britanniche sono stati 48.
In Italia, sono l’1 per cento, in base alle denunce presentate. Ma resta l’incognita del sommerso, già, perché per il maschio italiano è difficile rendere noto un maltrattamento subito da una donna. Un primo tentativo di fotografare il fenomeno è stato fatto nel 2002 con uno studio su 2.500 coppie italiane in crisi. Con risultati finali preoccupanti: il 30 per cento dei mariti ha ammesso di avere subito violenze come tirate d’orecchie, morsi o schiaffi.
Ci viene da chiedere come mai, se il flagello delle femmine che malmenano i maschi è diffuso su scala planetaria, perché se ne parla così poco? La risposta a questo quesito potrebbe venire dal fatto che gli uomini che vengono picchiati spesso sono creduti poco e messi alla berlina, e questo vale anche per le stesse autorità di pubblica sicurezza e giudiziale. Una donna maltrattata guadagna uno status e può trovare sostegno presso tanti gruppi di pressione o associazioni per uscire dall’inferno delle violenze coniugali. Invece un maschio malmenato prova, un enorme senso di colpa e perde il suo status di uomo. Gli uomini non denunciano maltrattamenti perché non esistono luoghi, commissariati a parte, dove possono farlo, né esistono diffusamente su il territorio istituti pubblici come quello già esistenti per la difesa della donna. Questa situazione porta che il 92 per cento dei machos non denunci i maltrattamenti perché pensa che così metterebbe in dubbio la propria mascolinità. È una questione culturale difficile da sradicare. Ma il muro di silenzio comincia ad incrinarsi.
28 gennaio 2012 alle 14:50
Alfiervabbè… una sberla a un uomo da parte di una donna non è la stessa cosa come quando è l’uomo a farlo…
10 settembre 2009 alle 16:24
eddiecaro reborn ci tenevo a farti i complimenti unanzitutto per l’ottimo articolo ma ho una domanda re lei caro maestro che è la seguente : io nella vita faccio il progettista ed ho notato che questo lavoro mi ha modificato nella mia personalita in maniera profonda nel senso che cerco di prevedere tutto o meglio cerco di non lasciare nulla al caso di conseguenza quando parlo con una donna contemporaneamente sento che il mio cervello sta gia cercando delle risposte e prepara anche gli argomenti il risultato ?? non sembro per niente spontaneo nel mio discorso ecco questo è il mio problema si tratta del classico stereotipo comportamento da ingegnere come posso risolverlo
11 settembre 2009 alle 09:58
RebornHai toccato un argomento tanto importante quanto sottovalutato, ti risponderò con un articolo in futuro.
Per ora posso dirti di esercitarti a parlare con una donna senza il fine di sedurla, solo per il piacere di parlarci, senza un obiettivo prefissato la parte di te che fa le previsioni si zittirà.
10 settembre 2009 alle 17:57
Giorgiola statistica 1 su 3 non me la sarei mai aspettata, non pensavo fosse così diffusa la cosa
10 settembre 2009 alle 18:05
LiosTempo fa avevo una ragazza, dopo diversi mesi che eravamo insieme mi ha confessato che aveva avuto una storia con un ragazzo, loro stavano insieme, ma lui la violentava, la costringeva a fare cose orribile.
Io ero innamorato di lei, in parte lo sono ancora, la ricorderò per sempre.
Sono stato l’unico a cui abbia avuto il coraggio di raccontare quelle cose.
A guardarla sembra una ragazza solare e felice, ma si porta dentro delle ferite che non guariranno mai.
l’ho aiutata, le sono stato vicino, l’ho amata ancora più di prima. Ma dentro di me pensavo continuamente a tutte quelle cose.
Lei se n’è accorta e alla fine mi ha lasciato, perchè aveva cominciato ad associarmi al ricordo di quel suo passato terribile.
Così l’ho persa.
Ora ho un’altra ragazza, e lei frequenta un altro a cui non ha detto e non dirà nulla.
Abbiamo delgi amici in comune e ci incontriamo molto spesso.
A volte penso che nessuno la capirà mai, che nessuno riuscirà mai a capire cosa nasconde quel suo sguardo nei giorni in cui è triste.
La sola cosa che posso dire è che per lei ci sarò sempre, e che avrà sempre una persona con cui parlare.
Spero solo che non mi capiti mai tra le mani un uomo che ha fatto del male ad una donna.
Non riuscirei ad essere obbiettivo.
10 settembre 2009 alle 18:18
DynamizerCiao a tutti, specialmente a Reborn e Skittish. Ho già da un po’ di tempo finito di leggere il blog sin dall’inizio (anche se molti articoli non li ricordo, cogliendo cmq l’occasione di andare a rileggermeli) e ho aspettato un po’ prima di postare. Non ho letto tutti i commenti a tutti gli articoli (se no ci mettevo una vita!), ma alcuni si e mi fa piacere specialmente che ci sia una ragazza che ci da una mano, per me è una cosa che mi rida’ molta fiducia nel prossimo, specialmente nelle donne!
, visto che mi sembra molto cordiale e soprattutto mi piace la sua disposizione al dialogo con noi. Naturalmente senza impegno e se fosse possibile, altrimenti pure Reborn va bene
(E naturalmente se non ci fosse eccessiva distanza
).
Sono in mezzo ad una situazione molto particolare con una ragazza che mi piace molto, ma non starò qui a chiedere consigli su questa situazione perché ci vorrebbe veramente molto tempo per descriverla completamente.
Quel che mi piacerebbe fare invece è dialogare con voi perché mi sembrate persone per bene, anzi pure di più. In particolare mi piacerebbe incontrare Skittish in persona, per fare due chiacchiere, in amicizia ovviamente
Nel frattempo grazie anche da parte mia a voi due che mi state indirettamente aiutando!
11 settembre 2009 alle 10:37
JimChe fai… ce stai a provà?!
12 settembre 2009 alle 14:00
DynamizerHaha, no no, per provarci con una ragazza devo PRIMA vederla e POI, se mi piace, ci parlo ed eventualmente le chiedo d’uscire
In questo caso invece il mio interesse è puramente sociale, o meglio: non ho mai incontrato una persona di sesso femminile che non solo ci aiuta ma lo fa condividendo con noi le sue esperienze, soffermandosi pure sugli aspetti importanti come gli errori e/o i comportamenti giusti, per cui conoscere una persona come lei non solo mi piacerebbe ma probabilmente mi aiuterebbe (magari anche solo indirettamente).
Cmq so che scherzavi eh?
11 settembre 2009 alle 11:30
skittishGrazie Dynamizer per le tue parole, sono certa della tua buona fede e troveremo sicuramente un modo valido per fare due chiacchere anche senza incontrarci. Ho un’idea, ma preferisco prima parlarne con Reborn. So che live sarebbe tutto diverso, ma sono sicura che capirai la mia scelta
12 settembre 2009 alle 14:06
DynamizerCerto che ti capisco, figurati! Incontrarsi di persona sarebbe stato ideale ma anche pretenzioso da parte mia in quanto sono “appena arrivato” qui (e poi a dirla tutta è meglio non fidarsi troppo di chi si conosce online per poco tempo).
Per cui magari anche un incontro via chat va benissimo, anzi lo preferirei anche io in quanto mi sentirei anche io molto più a mio agio!
Grazie per la risposta
12 settembre 2009 alle 20:46
skittishlasciami il tuo contatto, sarò felice di consigliarti.
10 settembre 2009 alle 18:21
DynamizerAh, dimenticavo, ma l’avatar di Skittish cos’è? E’ così piccolo che a prima vista mi sembrava il muso di un topolino bianco, ma guardandolo attentamente mi sembra di vederci… una margherita?
11 settembre 2009 alle 11:12
skittishè una magnolia
però è vero, potrebbe sembrare il muso di un topino a guardarlo bene…
10 settembre 2009 alle 19:25
AlexNon per contraddire il senso dell’articolo che appoggio in pieno, ma sento molte donne fantasticare sullo “stupro” eccitandosi al pensiero di essere prese con la forza…tu cosa ne pensi Reborn?
11 settembre 2009 alle 10:07
RebornPenso che quando fantasticano così omettono un paio di cose:
1. l’uomo deve loro piacere
2. devono essere consenzienti
3. non devono subire danni fisici
di conseguenza NON parlando di uno stupro, ma di fare sesso in maniera molto energetica e passiva con un uomo che gli piace.
Quindi nulla di nuovo
10 settembre 2009 alle 23:06
fbSono pienamente d’accordo con tutto quanto scritto qui. Solo un punto non mi è chiaro: “Nel momento in cui hai il minimo sospetto che una tua amica subisca violenza, parla con lei, e non ti fidare molto di ciò che dice, guarda come lo dice.” Una volta che lei ci confida di aver subito una violenza, o siamo noi a capirlo, cosa possiamo fare? Dirle di lasciarlo? Consigliarle di denunciarlo? O il nostro compito si esaurisce solo nel farla parlare?
11 settembre 2009 alle 10:11
RebornSicuramente parlarne prima con lei, e poi con la polizia.
11 settembre 2009 alle 01:32
MarcoIo rinnego ogni tipo di violenza fatta contro le donne ma non posso purtroppo non osservare che Non si parla Mai di violenza Psicologica effettuate dalle donne verso i mariti, vere e proprie violenze psicologiche perpetrate da mogli che utilizzano i figli come potente “ostaggio” morale…. uomini che si ritrovano per strada.. senza casa , senza famiglia.. costretti a pagare piu’ di quanto guadagnano… di questo purtroppo non si parla mai perchè si è portati a pensare che solo l’uomo possa fare violenza contro la donna ma purtroppo esiste anche la violenza psicologica e forse è anche la peggiore perchè arriva a toglierti anche la possibilità di vedere un figlio.. un padre che non puo’ vedere un figlio per via delle leggi ancora fortemente femministe… io sono per la punizione dei veri stupratori, che non escano piu’ dalle carceri e marciscano.. ma qui si parla di stupro anche se una ragazza prima è consenziente e poi nel mezzo dell’azione ci ripensa…. oppure se un uomo guarda troppo una donna per corteggiarla questa puo’ denunciarlo…. scusate per lo sfogo ma anche gli uomini hanno bisogno di qualcuno che gli dia voce, Abbasso la violenza contro le donne e Abbasso la violenza psicologica e la repressione del Maschio che molte legge sembrano aime’ portare avanti… come se volessero omologare i sessi.Mi piacerebbe ogni tanto che in Tv o su i giornali si parlasse di quanti uomini sono morti per salvare donne o bambini, di quandi si impegnano ogni giorno per salvare vite umane e non solo parlare dell’uomo in maniera negativa e come mostro… so che posso aver scritto cose sbagliate e anche molte cose giuste… cercate di prendere il meglio di quello che ho scritto , un saluto, e continua cosi’ con questo blog !
11 settembre 2009 alle 12:12
GabboSono d’ accordo con Marco. Certamente quste violenze contro le donne sono vergognose, vili ed inamissibili. Ma anch’io, come Marco, vorrei
estendere il discorso della violenza dicendo che anche una donna puo fare una violenza terribile su du un uomo. A proposito di violenza psicologica, é tautologico che la violenza psicologica lascia segni psicologici pesanti su di una persona. Nel caso del mio amico Michele quasi fu fatale. Il mio amico, una persona estremamente genuina, cordiale, onesta, leale, buona, sensibile, ha subito una grande violenza psicologica da parte di una ragazza che , all’ universita, approffittando della sua bravura scolastica e della sua conosciuta predisposizione ad aiutare il prossimo (sia uomini che donne) e ad innamorarsi, naturalmente, di una bella e seducenTe donna, lo ha freddamente illuso che stavano vivendo una storia d’ amore, lo ha usato per passare degli esami, e, quando non gli é stato piu utile, lo ha gettato come si fa con uno straccio sporco o con un fazzoletto usato( Michele non era il primo con cui questa ragazza faceva cosi ma Michele questo non lo sapeva). Subito dopo, a causa della ferita enorme e della
mortificante delusione ed umiliazione subita, ha tentato il suicidio e solamente per un miracolo é ancora vivo anche se con delle ustioni sul proprio corpo (ha cercato di darsi fuoco). Vorrei coglier l’ occasione per dire che, seppur penalmente non perseguibile, la violenza che ha subito il mio amico é pure vergognosa, é gravissima, di una crudelta, di una meschinita di una vilta terribili e deve essere condannata nel modo piu assoluto e senza giustificazioni anche perché é una violenza di cui non si parla. Come ha detto Marco, di un certo tipo di violenza non si parla.
Non é di moda parlarne. Un caro saluto a tutti e soprattutto a Michele di continuare in gamba che é una grandissima persona, buona e sensibile come poche, di stare in guardia che purtroppo a questo mondo non tutti e non tutte sono persone leali, generose, genuine, umane ed oneste come lui. Un augurio di trovare una donna umana dal cuore buono che se la merita e che lei meriti lui. Un invito a ricordarci di difenderci da questo tipo di violenze da cui nessuno é totalmente immune e che sono terribili. Perché non ci siano troppi altri Michele. Le donne, come noi uomini, hanno il potere di essere delle persone meravigiose e, come noi, possono esserlo o non esserlo: cosi come ci sono degli uomini che decidono di essere vili e di non importarsi di fare del male al prossimo pure ci sono pure delle donne che scelgono questa strada (la ragazza quando ha saputo del suo tentativo di suicidio si é messa a ridere, immaginate un po’…). Impariamo a difenderci dalla violenza in generale esercitata da
persone su altre persone e battiamoci a condannarla nelle sue varie forme senza mai giustificarla ed a non minimizzarla, neanche quando questa é opera di una persona appartenente al cosidetto “sesso debole”.Il mio non vuole essere un discorso misogeno, anzi. Vuole essere un discorso superpartes, sottolineando che si parla troppo poco di come difenderci da questo tipo di violenza, anche perché chi osa parlarne rischia subito di essere additato come un retrogado che ce l’ ha con le donne. Gabbo
11 settembre 2009 alle 13:01
GabboVolevo aggiungere che quello che fanno molti media, cioé mostrare le donne come persone assolutamente indifese ed innocue, é fourviante ed ha conseguenze dannose e da cui, a mio parere, é utile stare bene in guardia. Per dare un’ immagine distorta della realta non serve mentire basta parlare di alcune cose ed ometterne altre ed é questo che, a mio avviso, avviene oggigiorno. Da vari giornali e programmi televisivi emerge un quadro che porta a pensare all’ uomo come ad un potenzialmente pericoloso, bruto, mostro, violento, cattivo, vile ma non alla donna come potenzialmente pericolosa, violenta, vile e male intenzionata nei confronti dell’ uomo. Questo oltre che ingiusto secondo me é fortemente dannoso per il genere maschile che é sottilmente ed indirettamente portato a sentirsi in colpa per essere maschio e, soprattutto, portato a giustificare ed a minimizzare qualsiasi angheria possa egli subire da una persona di sesso femminile senza troppo opporsi e reclamare. Anche perché quando pensi che chi hai di fronte é innocuo e non puo farti male abbassi completamente la guardia col rischio di rimanere ferito in modo molto ma molto grave. Questa mentalita diffusa e promossa, a mio parere, é dannosa
, ovviamente, anche per la capacita del maschio di sedurre. Gabbo
12 settembre 2009 alle 15:51
skittishAvere un atteggiamento critico nei confronti dei media è sicuramente utile e costruttivo, anche perchè il discorso delle mancate verità si ripropone un po’ in tutti gli ambiti, non solo quello che fai presente, si può notare nei discorsi dei politici, nei servizi sui miracoli della medicina, nei risultati sbandierati dagli sportivi… è così, risulta sicuramente più accattivante da sentire e molta gente ama crederci.
Questo però non vorrei ti distogliesse da una problematica che rimane reale: le donne corrono un pericolo che gli uomini generalmente non corrono.
Le violenze psicologiche le subiscono entrambi i sessi… Potrei raccontartene un milione di storie a favore di uno o dell’altro sesso!
Ma la paura di rientrare a casa sole la sera gli uomini non ce l’hanno!
A te Gabbo è mai capitato d’essere seguito? A me è capitato due volte d’essere seguita fin sotto casa! Puoi immaginare cosa vuol dire sentire i passi di qualcuno che ti stanno dietro? Puoi immaginare vedere nell’ombra che si avvicina sempre di più? Puoi immaginare la tua voce che dentro si chiede “adesso che cazzo faccio!?” e sapere che non c’è nessuno in quel momento che chiamandolo ti può aiutare, non nell’immediato! Stai immaginando? Immagini cosa vuol dire entrare in casa e non accendere le luci per non fargli capire in quale appartamento abiti?
L’ultima è stata a luglio, una sera sono uscita con delle amiche, ho l’abitudine di accompagnarle tutte a casa e aspettare finchè da dentro il portone non mi salutano e così tra una cosa e l’altra si sono fatte le due meno venti quando sono arrivata da me, ho parcheggiato abbastanza vicino a casa e come faccio sempre quando sono sola, sono scesa dall’auto col cellulare in mano… si avvicina un tipo e inizia a parlarmi, io faccio finta di non sentire e allungo il passo e inizio a telefonare, ma il telefono non prendeva e il tipo era sempre più vicino, il cuore mi batteva a mille! per fortuna ero arrivata al portone e ho citofonato a casa, non sarei mai riuscita ad aprire… avevo le mani che mi tremavano, in quel momento il tipo mi ha presa per un braccio, il portone si è aperto e io sono riuscita a scappare dentro…. Non ho smesso di tremare per un’ora… Te lo puoi immaginare?
Mi dispiace davvero per il tuo amico, ma credi che sia paragonabile alla mancanza di libertà che vive una donna? La paura di trovarsi sola quando è sera… Tra poco arriverà l’inverno e alle 16.30 il cielo sarà già buio… sei sicuro di immaginare lo stato d’animo che si ha nel rientrare a casa dal lavoro e magari aver trovato parcheggio un po’ più distante dal portone?
E pensa che una donna non può farci nulla… Il tuo amico magari imparerà a riconoscere le opportuniste, forse sarà un po’ più sostenuto… ma una donna cosa può fare in certi casi?
…e tanto per capirci, io ero vestita con jeans, sneakers e polo… non abiti sexy o scarpe col tacco…
12 settembre 2009 alle 20:27
RebornRagazzi avete ragione tutti e IL GIOCO DEL “LA MIA SITUAZIONE E’ PEGGIORE” sinceramente non porta a nulla.
Sia donne che uomini subiscono violenza, sicuramente più le donne, IN ENTRAMBI I CASI LA COSA E’ GRAVISSIMA.
Non sfidiamoci per favore su queste cose, è un gioco triste e inutile.
13 settembre 2009 alle 11:24
FabioPerché non ti compri uno spray antiaggressione al peperoncino, io ne tengo sempre uno in macchina e lo regalato anche a tutte le mie ex, non è che ti salvi del tutto, non ti toglie la paura di quei momenti, ma almeno un piccolo aiuto in certe situazioni te lo può dare, se non altro ti dai una possibilità in più di salvarti da una violenza.
13 settembre 2009 alle 18:59
skittishme l’hanno detto anche i miei amici, ci sto pensando in effetti, ma non sono sicura al 100% che sia una buona idea… non so, ho delle perplessità
14 settembre 2009 alle 13:29
FabioTi capisco, se non sei sicura al 100% allora non prenderlo, te lo ritroveresti contro in quel momento e sarebbe ancora peggio.
Ti resta un corso di autodifesa magari fatto con un bel insegnante carino
14 settembre 2009 alle 14:25
DMXX skittish: Io ti consiglierei, oltre a portarti dietro uno spray antiaggressione, di seguire un corso di autodifesa, o meglio un corso di arti marziali, che oltre a garantirti una fonte di svago e di scaricamento dello stres, ti permette di migliorare la sicurezza in te stessa (visto che non sei più dipendente dagli altri per difenderti). In questo modo, quindi, ti liberi in parte, o del tutto, della paura di subire un’agressione e non penserai più “adesso che cazzo faccio!?”, ma sarà il tuo agressore invece a pensarlo
Purtroppo esistono degli STRONZI (e mi sono mantenuto!!) del genere, capaci di violentare ciò che di più bello c’è sulla terra (perchè non diciamo scemenze, senza le donne la nostra vita non sarebbe la stessa!!).
14 settembre 2009 alle 17:53
skittishgrazie ragazzi per i consigli, finora me la sto cavando in maniera molto femminile “amore, sto tornando a casa, vieni a prendermi alla macchina che ho paura da sola?”
e se lui “…sono a pezzi, non potevi pensarci prima?”
“hai ragione scusa, non ti preoccupare, mi farò accompagnare da qualche amico”
“ok, vengo io”
11 settembre 2009 alle 14:28
EnzoFinora non mi è mai capitato di assistere o sapere di violenze su qualche ragazza che conosco o meno, ma spero che non mi capiti mai per il bene dell’aggressore.
Per colpa di sti disgraziati ci sono ragazze che non riescono piu a farsi neanche toccare da un uomo per via del trauma subito.
11 settembre 2009 alle 16:10
GabboVolevo aggiungere che quello che fanno molti media, cioé mostrare le donne come persone assolutamente indifese ed innocue, é fourviante ed ha conseguenze dannose e da cui, a mio parere, é utile stare bene in guardia. Per dare un’ immagine distorta della realta non serve mentire ma basta parlare di alcune cose ed ometterne altre ed é questo che, a mio avviso, avviene oggigiorno a rispetto della violenza tra i generi. Da vari giornali e programmi televisivi emerge un quadro che porta a pensare all’ uomo come ad un indivuduo potenzialmente pericoloso, bruto, mostro, violento, cattivo, vile ma non alla donna come anch’ essa potenzialmente pericolosa, violenta, vile e male intenzionata nei confronti dell’ uomo. Questa disparita di trattamento oltre che ingiusta secondo me é fortemente dannosa per il genere maschile che é sottilmente ed indirettamente portato a sentirsi in colpa per essere maschio e, soprattutto, portato a giustificare ed a minimizzare qualsiasi angheria possa egli subire da una persona di sesso femminile senza poter osare di troppo
opporsi e reclamare. Anche perché quando pensi che chi hai di fronte é innocuo e non puo farti male abbassi completamente la guardia col rischio di rimanere ferito in modo molto ma molto grave (l ‘ umiliazione derivante dall’ essere stato usato e gettato da una donna reca ad un uomo una ferita profonda e dolorosissima) Questa mentalita diffusa, a mio parere, é dannosa
, ovviamente, anche per la capacita del maschio di sedurre. Gabbo
11 settembre 2009 alle 20:57
GabboPer dire basta pure a queste crudeli e meschine umiliazioni !!! Difendiamoci !!! E’ un nostro diritto !!
Da “Panorama”
[metto il link per ragioni informatiche: http://xoomer.virgilio.it/padre-separato/sergionardelli/ ]
12 settembre 2009 alle 18:23
AngeloGuai a chi tocca una donna indifesa ma guai a chi uccide psicologicamente l’essere maschio e la naturale diversità di genere, come se oggi giorno fosse quasi a vergognarsene di esserlo.Gli uomini Non sono tutti stupratori e mostri, Per difendere e ridare all’uomo quello che una battaglia invisibile contro di lui gli ha tolto. La DIGNITA’.
http://www.uomini3000.it
ricordiamo gli uomini per quello che hanno fatto di buono una volta tanto.
un saluto
12 settembre 2009 alle 20:28
RebornTra l’altro è un bel sito ricco di spunti.
13 settembre 2009 alle 01:17
cicciociao, vorrei porti una questione a livello di automiglioramento, in quanto, io non riesco a creare un’ANCORA in me stesso…
per esempio:
oggi sono andato a lavorare e sta sera ero stanchissimo e sono uscito con gli amici… dapprima mentre li aspettavo ed ero vicino alla gente che passava NON mi sentivo a mio agio nonostante tentassi di richiamare lo stato d’animo desiderato dirigendo il pensiero verso di esso oppure provando con un ancoraggio…(toccandomi il polso)…
e di fatto ho perso parecchie occasioni…
ora ti chiedo il perche mi succeda questo… perche non sono riuscito a richiamarlo..?
grazie
un abbraccio
ciccio
13 settembre 2009 alle 12:38
RebornImmagino tu ti riferisca ad ancoraggi stile PNL.
Le ancore per funzionare hanno bisogno di molte cose: l’hai creata bene? l’hai testata subito dopo? l’hai rinforzata nei giorni seguenti? ecc. ecc.
13 settembre 2009 alle 13:08
cicciosi in stile PNL mi sono immerso totalmente e poi ho creato l’ancora… ma nonostante questo non riesco a richiamarla…
Ti è mai capitato di farne uso..? e ha funzionato..?
15 settembre 2009 alle 01:43
Dynamizer@Skittish:
mi piacerebbe darti il mio contatto ma non vorrei pubblicarlo qui per ragioni di privacy, come fare?
Ah, ci sono, è la mail con cui ho postato qui, chiedila pure a Reborn!
28 marzo 2011 alle 10:36
FenixCiao Reborn.
Ottimo articolo!
Mi sono immedesimato in una donna e ho capito che non possa esserci niente di più brutto.Probabilmente molte che hanno subito violenza hanno davvero paura degli uomini, questa paura va estirpata alla radice.
Prevenire è molto più facile che curare,se non è possibile prevenire allora bisogna fare in modo di accorgersi subito se è successo qualcosa.
Potresti fare qualche articolo che spieghi come accorgersi efficacemente se le nostre amiche subiscono violenza?
30 marzo 2011 alle 16:36
Marco – (alias Reborn)Mi spiace non me ne intendo, usa google
14 gennaio 2012 alle 15:57
DonaldCiao Marco, anch’io sono molto amareggiato per queste situazioni,secondo me non è cambiato molto e non cambierà molto finchè il sistema giudiziario non ci darà una mano; si dovrebbero abrogare leggi scandalose quale l’indulto tanto per cominciare,leggi che hanno il solo scopo di svuotare le carceri (perchè troppo pieni, che motivo del cavolo!). Come si può denunciare qualcuno quando hai praticamente la certezza che anche solo dopo una settimana potresti ritrovartelo davanti? Io avrei la paura di essere massacrato di botte nella migliore delle ipotesi! E dopo questo gesto cosa avrei risolto? Molto semplice : un bel niente. Io la penso così,ma potrei sbagliarmi. Cosa ne pensi di quello che ho scritto?
15 gennaio 2012 alle 11:25
Marco – (alias Reborn)Ciao Donald, hai ragione ma non è proprio così come dici, in carcere ci finiscono e comunque una persona che ha già una condanna per violenza di solito sta attento a non prendersene un’altra, che lo renderebbe recidivo.