Come la tua identità frena la tua crescita: una subdola dinamica di autosabotaggio

Nello sviluppo personale ci sono delle dinamiche veramente stupefacenti, in negativo e in positivo.

Così, anche nello sviluppo seduttivo, bisogna studiare a fondo certe cose per ottenere il massimo.

Oggi parliamo di una di queste dinamiche particolari, legata all’identità di una persona, identità che spesso diventa il freno al cambiamento.

Parlavo con uno psicologo e coach che, tra le tante cose che ha fatto, ha lavorato anche con gli sportivi facendo il mental coach sportivo, una figura che lavora con gli sportivi a livello non fisico ma mentale, una persona che quindi aiuta gli sportivi a essere più motivati, più sicuri mentre giocano, più concentrati ecc. ecc.

Questa persona mi ha dato un esempio perfetto della dinamiche che andremo a spiegare oggi, quindi ve lo ripropongo.

Nel gioco del golf l’obiettivo è fare il percorso con il numero minore di tiri. Se ad esempio un giocatore ci mette 90 tiri a fare un percorso e il suo avversario ce ne mette 92, il primo ha vinto.

Altro concetto importante è il Par del campo, cioè il numero di tiri che mediamente ci vogliono da parte di una persona brava per completare il percorso.

Se un campo ha Par 72 e tu finisci con 82 colpi, significa che ci hai messo 10 colpi in più e avrai un cosiddetto Handicap 10.

L’Handicap non è rigido, in teoria varia, ma si è visto che molti golfisti tendono a mantenersi sempre sullo stesso Handicap.

L’Handicap infatti diventa parte della loro identità, è un concetto così importante per il golf che una volta che un golfista si mette questa etichetta fa fatica a togliersela.

Questo è un caso in cui l’identità frena il cambiamento. Assurdo? Senti cosa accade durante le partite.

Si è visto che molti golfisti, quando giocano bene, iniziano la partita e tendono a migliorare il loro Handicap, quindi a diminuirlo, ma poi se ne accorgono e inconsciamente con i colpi rimanenti tornano al loro Handicap classico, in pratica si riallineano con la loro identità.

In poche parole, se hai Handicap 10 e giochi bene inizi, durante la partita, a diminire il tuo handicap, diciamo a 9 o 8.

Se continuassi così il tuo handicap cambierebeb, ma ciò spesso non accade perché, accorgendoti della cosa, tendi inconsciamente a giocare peggio per tornare al tuo handicap e finire la partita come prima, handicap 10.

Così facendo subito migliori ma poi tendi a riallinearti con la tua identità.

Sembra stano eh? La nostra mente non finisce mai di stupirci.

Questa cosa accade anche nella seduzione.

I meccanismi di autosabotaggio sono infatti molto potenti e subdoli.

C’è una battuta che dice:

“Se ti trovi la Bellucci nuda nel letto, cosa fai?”

“Chiamo la polizia, sarà morta!”

Capito? E’ uno scherzo ma il concetto è proprio quello, l’identità che non è allineata con ciò che sta accadendo rimette in sesto la situazione.

Non riesce a capacitarsi di ciò che accade e dà un senso alla questione.

Ma perché accade tutto questo? E soprattutto: cosa fare per evitarlo?